Delle cose che restano
Beppe si stava alzando dal tavolo. Vinetta lo seguiva con lo sguardo, il cappotto già indossato ma la borsa ancora aperta.
Vinetta: «Sai perché torniamo sempre qui?»
Beppe: «Perché la birra è onesta.»
Vinetta: «Sciocchezze. La birra mente come tutti.»
Beppe: «Allora perché?»
Vinetta si sedette di nuovo, sospirando.
Vinetta: «Perché qui le cose restano. Anche quando nessuno le guarda.»
Beppe: «Tipo le macchie sul bancone?»
Vinetta: «Tipo le conversazioni lasciate a metà. I pensieri non finiti. Le risate che tornano quando meno te l’aspetti.»
Beppe appoggiò una sedia con cura.
Beppe: «Io credo che restino solo le cose semplici.»
Vinetta: «No. Restano le cose vere. Che spesso sono tutto fuorché semplici.»
Un rumore secco: la porta che si chiudeva.
Beppe: «E noi?»
Vinetta (sorridendo): «Noi restiamo finché abbiamo qualcosa da dirci. E quando finisce… torniamo a bere.»
Beppe annuì. La Taverna era in penombra, come se stesse ascoltando.
Crea il tuo sito web con Webador