Beppe e Vinetta, “Delle cose che restano”

Pubblicato il 30 aprile 2026 alle ore 11:39

Delle cose che restano

Beppe si stava alzando dal tavolo. Vinetta lo seguiva con lo sguardo, il cappotto già indossato ma la borsa ancora aperta.

 

Vinetta: «Sai perché torniamo sempre qui?»

Beppe: «Perché la birra è onesta.»

Vinetta: «Sciocchezze. La birra mente come tutti.»

Beppe: «Allora perché?»

 

Vinetta si sedette di nuovo, sospirando.

Vinetta: «Perché qui le cose restano. Anche quando nessuno le guarda.»

Beppe: «Tipo le macchie sul bancone?»

Vinetta: «Tipo le conversazioni lasciate a metà. I pensieri non finiti. Le risate che tornano quando meno te l’aspetti.»

 

Beppe appoggiò una sedia con cura.

Beppe: «Io credo che restino solo le cose semplici.»

Vinetta: «No. Restano le cose vere. Che spesso sono tutto fuorché semplici.»

 

Un rumore secco: la porta che si chiudeva.

Beppe: «E noi?»

Vinetta (sorridendo): «Noi restiamo finché abbiamo qualcosa da dirci. E quando finisce… torniamo a bere.»

 

Beppe annuì. La Taverna era in penombra, come se stesse ascoltando.

Crea il tuo sito web con Webador